intercultura1Ottobre 2016

 

 

 

 

davide brasile 11Come ogni fine mese, è arrivato il momento di fermarmi a riflettere e fare un po' il resoconto di tutto ciò che è accaduto durante questi trenta giorni. Amo le situazioni in cui,per un momento, faccio finta che nulla ci sia intorno a me e chiudo gli occhi, ripensando al "Davide" prima della partenza. Il sorriso spunta quasi involontariamente: mi sento cambiato. Non lo nego, saranno passati solo 3 mesi, ma noto in me qualcosa di diverso. Il modo di relazionarmi, di aiutare qualcuno, di dare consigli e soprattutto di prendere decisioni, giuste o sbagliate che siano, con la MIA testa.Crescere non vuol dire non commettere errori. Crescere, a mio parere, è sbagliare guardando l'errore con altri occhi. Crescere è prendersi le proprie responsabilità in ogni occasione. Con Intercultura sto crescendo più di quanto mi aspettassi. 

Dopo questa piccola riflessione che volevo condividere, parto con il raccontare tutto ciò che è successo in questo mese pieno di attività, gioie e naturalmente anche dolori. Il 7 Ottobre, con mio fratello ed i miei zii, ho assistito per la prima volta in vita mia alla partita della Seleçao Brasiliana, contro la Bolivia. Non potete capire quanto mi sentivo fortunato: il Brasile non giocava a Natal, la mia città, da 34 anni! Fuori dallo stadio c'erano migliaia di 'puntini' gialli che cantavano, ballavano e bevevano sorridenti in attesa della partita. Io, invece, ero tesissimo. A momenti sembrava quasi che dovessi scendere in campo. Quella partita, per me, non era una semplice partita. Quel match rappresentava molto, molto di più. Per la prima volta nella mia vita avevo la possibilità di vedere campioni come Neymar, Coutinho, Casemiro, Daniel Alves, che hanno coltivato un sogno fin da piccoli e ce l'hanno fatta. Per un momento son tornato bambino, ripensando a quel sogno (che ancora oggi una parte di me ambisce) di diventare calciatore. La partita si è conclusa con un ampio 5-0 a favore del Brasile: insomma, non potevo chiedere di meglio.

davide brasile 12Un'altra giornata da ricordare è stata quella in cui mi sono trasformato in pizzaiolo. Si, un pizzaiolo che faceva le pizze paradossalmente per la prima volta in vita sua e per di più in Brasile! Finalmente mi ero deciso a portare un po' di cultura Italiana qui. Non posso sorvolare il fatto che tutto il procedimento, dall'impastare fino al mettere le pizze in forno l'ho passato con il fiato sospeso. Ero ansioso di portare qualcosa di italiano qui, ma allo stesso tempo avevo paura che qualcosa andasse storto, perchè a cena sarebbero venuti anche i miei zii con la mia cuginetta ed i miei nonni. Così, dopo una breve consultazione sull'asse mamma-nonna italiana tramite whatsapp, le quali mi hanno detto per filo e per segno tutto il procedimento (dato che, come ho detto prima, era la prima volta), mi sono sentito più tranquillo e sicuro di me. Impastare due kg di massa è stata una faticaccia eh, ma mi son goduto ogni secondo di quei momenti, perchè riportavano in mente quando con mia madre e mia nonna facevo la pasta fatta in casa oppure la focaccia. Insomma, un mix tra nostalgia e soddisfazione. La fase più critica, a parer mio, è stata quella della lievitazione: ormai dovevo solo affidarmi al lievito e al Signore, chiedendo di farmela passare liscia... e così è stato. Da lì in poi, è stato tutto relativamente più semplice. Con la mia famiglia brasiliana ho steso la massa, posto le pizze nelle forme ed iniziato a mettere gli ingredienti su di esse. AVVISO AI LETTORI ITALIANI: NON MI ASSUMO LA RESPONSABILITA' DI EVENTUALI ATTACCHI DI CUORE DOVUTI ALLE PROSSIME RIGHE CHE SCRIVERO'. Infatti, da buoni brasiliani che sono, i miei familiari hanno deciso di trasformare la classica pizza Italiana in un mix di ingredienti a parer mio messi lì a caso. Ho visto pizze con pollo e formaggio cremoso; pizze con uovo, prosciutto, mais e mozzarella... insomma un vero e proprio disastro. In fondo, però, ero soddisfatto lo stesso: vederli sorridenti, uniti e gioiosi era il mio obbiettivo. E le pizze non erano neanche così male. E' stato un successo! 

davide brasile 13Ottobre è stato anche il mese dell'orientamento post-arrivo. Nel weekend dal 21 al 23 ottobre, ad Açu (Assu), con gli exchange students di vari centri locali vicini, c'è stato questo incontro dove ognuno di noi ha fatto un resoconto di questi primi tre mesi qui in Brasile. Con l'aiuto di due volontari, Matheus e Mario, abbiamo svolto varie attività sugli stereotipi, sul rapporto con la nostra famiglia ed abbiamo riflettuto su una frase che credo da ora in poi mi accompagnerà per tutta la vita: 'IS NOT RIGHT, IS NOT WRONG. IS JUST DIFFERENT.' E' proprio vero. Non è giusto, non è sbagliato, è semplicemente diverso. Intercultura mi sta insegnando a non giudicare e/o criticare dal mio punto di vista: infatti, qualcosa che per me può sembrare strano (ad esempio usi, costumi e tradizioni di altre culture), per altri è semplicemente normale.

davide brasile 14Ho conosciuto persone stupende che mi hanno fatto passare un weekend praticamente sempre con il sorriso stampato in faccia. C'erano exchange da tutte le parti del mondo: Nuova Zelanda, Belgio, Argentina, USA, Ungheria. E' stato incredibile riuscire ad instaurare un rapporto così forte con loro, nonostante li conoscessi da poco tempo: Kristel (Italia), Bobbie (Belgio), Joaquin (Argentina), Veronika (Ungheria), Nehir (Turchia), Beatriz (Canada), Petra (Ungheria).. tutti exchange students che a grandi linee stanno vivendo la mia stessa esperienza e che probabilmente possono comprendermi più di tutti gli altri. Porterò sempre nel cuore queste persone. Sono perfettamente consapevole che ogni mio report mensile diventa un romanzo, ma cerco di rendevi più partecipi possibile dell'esperienza strepitosa che sto vivendo.

Prima di concludere però, vi racconterò un po' di uno dei più belli weekend qui in Brasile e forse della mia vita, passato negli ultimi giorni di Ottobre a Pipa, una località turistica sul mare. Con gli exchangers di Natal e altri centri locali e naturalmente volontari di AFS, ho passato tre giorni indimenticabili. Piccolo dettaglio: ho dormito 4 ore in due giorni, ma va bene così. Pipa è la classica località turistica dei sogni: vie strette piene di negozi, ristoranti stranieri e soprattutto bar, locali dove si poteva ballare e divertirsi fino a notte fonda. Il venerdì sera infatti,dopo aver cenato tutti insieme, siamo andati a ballare e tornati in hotel, ho approfittato di un momento in cui ero solo per ammirare l'alba e ripensare un po' a tutto: la mancanza della famiglia, degli amici, le difficoltà ma soprattutto le gioie che quest'esperienza mi sta dando. Il Sabato mattina invece, abbiamo fatto un Tour visitando spiagge stupende, facendo passeggiate a cavallo e passando momenti in compagnia indimenticabili. Preferisco, invece, non entrare nei dettagli delle serate perchè quello fa parte dell'esperienza fino ad un certo punto, ma tranquilli che non si tratta di regole infrante! ;)

davide brasile 15In conclusione, anche questo mese è stato pieno di giornate stupende passate con persone stupende! Il rapporto con la famiglia e i miei compagni di classe va sempre al meglio. Giorno dopo giorno mi sento sempre più brasiliano, soprattuto perchè la mia padronanza del portoghese sta crescendo! Anche con mio fratello le cose stanno migliorando, il tempo ci sta dando ragione. Riguardo la cucina brasiliana, anche sotto quel punto di vista va molto meglio, anche se i fagioli ancora non li mando giù. A scuola mi sto ambientando sempre di più e le spiegazioni dei professori stanno diventando man mano più chiare e comprensibili. Complessivamente ritengo la mia esperienza fantastica e il fatto che la stia vivendo al massimo, utilizzando anche un solo secondo libero per imparare cose nuove, mi rende ancor più orgoglioso.

Adesso vado, spero di non essermi dilungato troppo. Intercultura è questo: vivere al massimo ogni momento dell'esperienza!

Até logo!

Natal, 05/11/2016

 

 

 

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